martedì 14 febbraio 2017

Streaming Serie A, come vedere Lazio Milan su smartphone, tablet e pc

Oggi alle 20.45 si gioca la partita Lazio Milan della ventiquattresima giornata della stagione di serie A 2016/2017. Se non puoi seguire la partita in tv, ecco come fare su pc e Mac, oppure via smartphone tablet.

Mediaset Premium trasmetterà in diretta tutte le partite casalinghe e in trasferta di Roma, Juventus, Milan, Inter, NapoliLazio, Genoa e Fiorentina. Sky trasmetterà tutte le 380 partite di serie A, 132 delle quali in esclusiva.

Se non puoi vedere le partite alla tv, hai a disposizione diverse alternative per seguire i match che ti interessano in diretta.

Per usare SkyGo sul tuo pc, Mac o device mobile devi essere abbonato da almeno un anno. Qui  trovi le app per iPhone, iPad, Android. C’è anche un’app per device Samsung e una per quelli Asus e puoi consultare l’elenco di tutti i device supportati. Nowtv, che fa parte dell’universo Sky, permette di godere dei match da qualsiasi postazione fissa e mobile, PlayStation e Xbox incluse.

Se sei abbonato a Mediaset Premium puoi utilizzare PremiumPlay, disponibile per iPad oltre che per pc e device mobili Microsoft con Windows 8.1 o versioni successive. Puoi farne uso anche da Xbox 360 e Xbox One, la lista dei device abilitati è corposa.

Tim, sponsor della Serie A e della Coppa Italia, ha un’applicazione ufficiale con cui, al costo una tantum di 9,99 euro, puoi seguire le cronache in tempo reale delle partite e vederne le azioni salienti e i gol. Se invece vuoi seguire solo poche partite c’è Serie Tim Tv, applicazione disponibile per dispositivi iPhone, iPad e iPod Touch(con almeno iOS 8), Android 4.0.3 o successivo e dispositivi Windows (dalla versione 8.1 in poi) e che può essere usata tramite rete dati e wi-fi. Il costo parte da 1,99 per seguire una singola partita.

Se preferisci le dirette radiofoniche c’è Radio1, servizio online raggiungibile da qualsiasi dispositivo connesso alla rete che esiste anche in versione app per iOs e Android. Se possiedi un device mobile Windows puoi usare invece Rai.tv con cui puoi ascoltare le diffusioni radiofoniche via web. Se possiedi un terminale Blackberry c’è anche l’ applicazione che fa per te. Non da ultimo ci sono gli aggiornamenti in tempo reale di Isoradio.

Sui social media il campionato si manifesta in diverse forme. Le tante testate giornalistiche non risparmiano informazioni, indiscrezioni, notizie dagli spogliatoi, formazioni ufficiali e risultati in tempo reale. Altrettanto fanno tifosi e appassionati che usano hashtag come #SerieA oppure #calcio per informare e informarsi. Qui invece puoi trovare i profili ufficiali delle squadre e dei calciatori. Tanti anche i profili tematici, tra i quali Italy Serie Ae Serie A Live.

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Fonte: https://www.wired.it/attualita/media/2017/02/13/streaming-serie-vedere-lazio-milan-smartphone-tablet-pc/

Quando il relax inizia dalla doccia #h3HTK





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Se state cercando fin dalle prime ore del mattino la giusta energia per affrontare la giornata, o se volete rilassarvi dopo il fitness, non c’è relax migliore di una bella doccia!

La doccia non è solamente un metodo veloce per detergersi, ma anche un efficace momento di relax e distensione muscolare. Alcuni recenti studi dimostrano come la doccia sia in grado di agire da tonico anti-stress, in grado di rilassare in pochi minuti corpo e mente.

Perciò approfittate della doccia per concentrarvi su un momento del tutto dedicato a voi stessi.

Per esempio, 1 o 2 minuti di doccia fredda sono indicati di prima mattina come tonificante per i muscoli. Per un effetto maggiormente tonificante, occorre far scorrere il getto d’acqua su tutta la lunghezza del corpo, ad una temperatura di circa 25°.

La doccia calda invece, è indicata per le giornate di stress intenso, dal momento che agisce beneficamente sul sistema nervoso.

Per stimolare la circolazione è possibile aumentare la temperatura anche fino i 40° , ricordandosi di non superare i 3 minuti. Mentre la doccia fredda è sconsigliata per chi soffre di pressione alta, la doccia calda non dovrebbe essere troppo prolungata per chi ha la pressione bassa.

In pochi sanno che il caffè dona incredibili benefici alla pelle. Come sappiamo, tra le proprietà della caffeina, ci sono già la capacità di incidere sul sistema nervoso, rendendoci più attivi, e favorire il dimagrimento. Chiunque può usufruire di questi benefici semplicemente facendo una doccia tonificante con Coffee Shower Gel di Fair Squared.

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E' un gel doccia specifico per uomo, per nutrire ed idratare la pelle. È un prodotto a base di olio di oliva della Palestina ed estratto di caffè della Bolivia, tutti certificati Fairtrade: per una sferzata di energia per tonificare e riattivare la pelle. Non contiene SLES e parabeni.

 

 



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La violenza di genere e il limite fra virtuale e reale. Dialogo a tre su linguaggio, gioco e social

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È su Facebook che ho sentito parlare per la prima volta di Squillo, discutibile gioco di società che sta avendo sempre più successo. E se quella dicitura mi ha lasciato interdetta, le successive informazioni che ho reperito mi hanno lasciato senza fiato, letteralmente. Come funziona? Possiamo leggerlo direttamente dalla sua presentazione: «Squillo è un nuovo gioco di carte dallo spirito estremo e divertente! Qui ogni giocatore ricopre un ruolo (quello di sfruttatore di prostitute) gestendo colpo su colpo le sue ragazze, divise tra escort e giovani promesse, ognuna con una propria particolarità, parcella e ricavato finale in caso di k.o., e… successiva vendita degli organi».

Sul mercato dal 2011 e perfino oggetto di un’interrogazione parlamentare, Squillo è arrivato al quinto capitolo. Non è tanto lo squallore delle etichette che mi disturba, dico davvero, quanto l’assoluto candore dei giocatori che lasciano via via commenti su vari siti, commenti che non sollevano un dubbio, un lamento, una critica sul potenziale distruttivo di un gioco simile. In fondo se si fa finta di sfruttare prostitute, che male c’è? Se alla fine si può tirar su una vendita di organi, perché no? Se ci si può spingere oltre il limite del limite, perché rifiutare? Tanto siamo nella virtualità, nella dimensione altra della vita, nel fantaquotidiano dove tutto è concesso e tutto può concedersi.

violenza

Peccato solo che le barriere fra realtà e virtualità non siano così nette, e proporre contenuti simili nella maniera più gratuita e apparentemente innocua, e cioè attraverso un meccanismo ludico che di ludico però ha poco o nulla, non è proprio il gesto più saggio che si possa compiere. In Italia soprattutto, dove la violenza sulle donne è routine e immaginare un panorama diverso è quasi impossibile, è complicato quanto fragile, appeso a parole che sembrano aver perso il proprio peso: dignità, rispetto, forza, speranza, diritto. Se un gioco può tranquillamente farne a meno – gioco che, tra parentesi, può contare su un pubblico variegato e non solo di giovani e giovanissimi – come non si può pensare che gli effetti si faranno sentire anche al di fuori di esso?

Le scrittrici Simona Baldanzi e Caterina Venturini, sui loro profili Facebook, hanno discusso a lungo su quest’argomento, non a caso legandolo alla manifestazione Non una di meno, in programma oggi a Roma, contro la violenza di genere e il femminicidio. Ho posto loro qualche domanda.

Che sensazione hai provato quando sei venuta a conoscenza del gioco di società Squillo? Con che reazione hai dovuto fare i conti?

CATERINA «Non è la prima volta che vengo a contatto con giochi di ruolo virtuali violenti e scioccanti. Nel caso di Squillo, quello che mi ha più colpito è la perversione unita alla violenza, non più sparatorie ma qualcosa di estremamente più complesso: sfruttamento della prostituzione e vendita di organi. In questo caso, più che con la mia reazione, ho dovuto fare i conti con la reazione di alcuni miei amici e contatti Facebook (persone che io stimo, tengo a precisare), i quali mi hanno avvertito con una serie di “ma” che avrebbero dovuto circoscrivere il mio disgusto».

SIMONA «Ho visto l’immagine della confezione e credevo si trattasse di un gioco erotico, invece poi ho capito di che si trattava. All’inizio, incredulità, perché non pensavo potesse esistere un gioco di questo tipo. Come si può giocare e divertirsi vendendo donne e i loro organi? Ho visto che c’erano oltre settanta commenti, che aveva il massimo delle stelle sul giudizio, che insomma era normale non solo giocarci, ma anche commentare positivamente senza vergogna».

Il mondo della virtualità, in questo caso filtrato attraverso un gioco, un gioco molto pericoloso, quanto rischia di trasformarsi in mondo reale?

CATERINA «Quello che realmente mi spaventa non è tanto un immediato e diretto travaso dal virtuale al reale. Sappiamo bene (ed è anche la scusa di chi non ama prendere niente sul serio) che chi gioca a uccidere non necessariamente (aggiungo però questo avverbio) uccide. La violenza vera si gioca tutta, è il caso di dire, sul piano simbolico di un linguaggio che, se è sempre vero il motto foucaultiano de Les Mots et les Choses, autorizza alla perpetuazione di un sopruso che viene a quel punto avvertito come naturale».

SIMONA «Ah, su questo bisognerebbe interrogare degli esperti. Anche i social sono una piazza virtuale, ma poi offese, commenti, opinioni, pesano sui rapporti e le reazioni, pesano anche sulle scelte politiche, sul consenso. Anche il gioco è uno strumento: di divertimento, di conoscenza, di sfogo. Oltre al pensare al dopo, al fatto che possa spingerti a fare quello su cui stai giocando, io mi chiedo ancora prima, perché ti appaga. Cosa ti piace di tutto questo? Che sentimenti ti scatena?».

La manifestazione “Non una di meno” quanto sarà importante? Cosa ti aspetti?

CATERINA «“Non una di meno” sarà una delle più belle e partecipate manifestazioni degli ultimi anni. Moltissime donne (e anche uomini) si stanno organizzando da tutta Italia e secondo me sarà molto importarsi ricominciare a “contarsi”, capire quante siamo per portare avanti importanti battaglie che non solo sono lontano dall’essere esaurite, ma necessitano oggi più che mai di grande forza e lucidità, di grandi alleanze. Di politica».

SIMONA «Purtroppo l’aver posticipato di due mesi la data del referendum, ha offuscato questo importante momento di partecipazione. Io mi aspetto tante e tanti comunque, perché le violenze e le discriminazioni sono sempre di più e non solo su aspetti privati, ma anche pubblici, se pensiamo al lavoro, all’obiezione di coscienza, al welfare. Non vanno sminuiti questi momenti, va smontata l’idea che tutto sia inutile. Le manifestazioni sono corpi che si muovono, che si annusano, che si conoscono. Sono voci e relazioni. Sono corpi e storie che reclamano un altro posto oltre quello sulla scatola di un gioco, o su un manifesto contro la violenza sulle donne. Sono il privato che diventa pubblico, che muove passi e diventa collettivo e bene comune».

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Fonte: http://www.chefuturo.it/2016/11/femminicidio-nonunadimeno-violenza/

ALOE FEROX : Dimagrire con serietà e semplicità #DEH3p






Chi di noi non ha desiderato almeno una volta nella vita di poter dimagrire senza sforzi? 3, 5, 10 o più kg ancorati sulla pancia, sui fianchi sulle gambe e sui glutei, immobili e deformanti, e chi più ne ha più ne metta, purtroppo però questo prodotto magico non esisteva e ci si trovava costantemente a fare rinunce su rinunce quasi sempre con risultati brevi o addirittura nulli...

FINO AD OGGI!

Ve lo dico senza mezzi termini, questo prodotto è stato per me e per molte mie amiche ed amici una vera rivoluzione, una capsula per un dimagrimento normale, due per uno intenso e tre capsule al giorno prima dei tre pasti per i casi davvero disperati e i kili e v a p o r a n o !!!!



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Territori, contro i disastri serve un progetto comune

I territori che cadono sotto le scosse di terremoti, che si inzuppano lungo vecchi corsi di fiumi ormai dimenticati, che spariscono sotto il peso di frane preannunciate, che si intossicano con i fumi di ciminiere ormai utili solo a produrre debiti e degrado, che si impoveriscono a causa di scelte politiche serve e incompetenti, che vengono schiacciati da norme che impongono installazioni utili solo a consolidare vecchie trame di potere… I territori chiedono a gran voce un cambio di direzione, immediato e di sostanza e gridano la necessità di un ritorno a un progetto comune.

 

Terremoti e alluvioni gridano ad un intervento di cura e gestione territoriale non più rinviabile. Inquinamento e crisi di debito suggeriscono che le strade intraprese fino ad ora non sono più percorribili perché dannose e fallimentari. La disperazione di intere generazioni ci racconta che non siamo felici e vogliamo cambiare, dobbiamo cambiare.

 

Abbiamo persone e luoghi in grado di vivere, prosperare e gioire delle sole bellezze naturali, architettoniche, agricole e geniali di cui il nostro Paese dispone. Possediamo la struttura imprenditoriale a rete più brillante del globo, con una conformazione che è l’ideale per affrontare in modo resiliente le sfide dei prossimi anni: la microimpresa che il mondo politico vuole affossare è da sempre, e per il futuro, il nostro vantaggio competitivo per tornare a vivere dignitosamente e rispettosamente.

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Dobbiamo fare una virata repentina. Oggi. Adesso. Senza aspettare l’autorizzazione di chicchessia. Valorizziamo i territori in cui viviamo. Puntiamo ad una economia culturale, ambientale, agricola, turistica, innovativa e tecnologica. Dobbiamo tornare a sostenere e supportare tutto l’ambito familiare, delle giovani coppie, dei bambini e di tutto quanto orbita loro attorno, nonni compresi. Creiamo luoghi attraenti e belli, in cui stabilirsi e vivere, facendo crescere i nostri figli in sicurezza e serenità.

 

Dobbiamo fare delle scelte e a questo punto è diventato prioritario: bisogna sacrificare qualche spesa una tantum che non fa sistema per il territorio a favore di micro-interventi diffusi che favoriscano un’ottica lungimirante verso i settori da sviluppare: ambiente, cultura, turismo, tecnologia avanzata a supporto.

I territori devono sviluppare una vocazione turistica, diffusa e rispettosa di una evoluzione progettuale e tecnologica. L’economia deve divenire il naturale alleato del rispetto ambientale. Deve tornare ad esistere un patto stretto, e reciprocamente favorevole, tra Uomini, Territori e Natura. Gli esperti, le tecnologie, la creatività esistono, a volerle ben vedere ed utilizzare.

 

Il territorio deve creare Reti (patti tra identità economiche e associative) per valorizzare quella natura che ci circonda e che ha una vocazione favorevole all’economia locale: turismo slow, fiumi, biciclette, cavalli, ospitalità, ristorazione, benessere e agricoltura sana, promozione digitale internazionale, prodotti tipici, accoglienza diffusa, economie di scambio. Ne beneficia anche la salute, a supporto di uno sviluppo che premia la prevenzione: in Cina i medici sono pagati solo quando i loro assistiti non si ammalano!

 

I territori debbono poter rifiutare e cacciare tutte quelle installazioni che non sono in linea con il progetto di turismo e cultura diffusi. Stoccaggi, prospezioni, installazioni, militari, antenne, aziende dubbie devono uscire rapidamente dalla cultura dell’obbligo e dell’imposizione di pochi sul destino dei molti che abitano il nostro Paese. Devono uscire dai nostri programmi immediatamente.

 

Riprogettiamo i territori in linea con i paradigmi locali, naturali, di condivisione e agricoli; recuperiamo le aree in dissesto con interventi intensi e importanti, anche di riqualificazione ambientale, che genereranno da subito nuova ricchezza e lo sviluppo di un intero settore tecnologico a favore della Natura. Deve essere una programmazione di lungo periodo, raggio e respiro: richiede tempo dedicarsi a creare un sistema di relazioni durature che potenziano i veri punti di forza di un territorio e di un intero Paese.

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Ci vuole il coraggio di fare progettazione vera: ogni scelta deve avere senso all’interno del sistema locale e deve essere fatta in funzione dei risultati ad ampio raggio che si vogliono ottenere, nel complesso del territorio italiano. Ci vuole un vero e serio lavoro – con il coraggio di agire oltreché di parlarne – che crei, inoltre, solidarietà vera e reciproca tra le realtà economiche territoriali: ora, in questo periodo storico, solo tramite la Rete, progettata e vissuta come un sistema, le nostre attività economiche possono non solo sopravvivere ma trovare nuovi splendori. Sono relazioni basate sul “vinco io e vinci tu, altrimenti perdiamo insieme”.

 

Per far questo è necessario riscoprire, coltivare e potenziare le relazioni fra le persone, le empatie tra esseri umani e tra questi e il resto dell’ambiente che ci circonda. Riscopriamo l’Uomo e il suo vivere nella socialità. Dobbiamo guardare in faccia la nostra capacità, o incapacità, a relazionarci con il prossimo. Questa è la prima vera sfida che dobbiamo affrontare: conoscere noi stessi e noi stessi in relazione agli altri. È questo quello che abbiamo perduto e ciò che dobbiamo riscoprire.

 

In un contesto di relazioni autentiche, empatiche, rispettose è possibile ritrovare quello slancio controcorrente che porterebbe all’inizio di un percorso di riqualificazione territoriale (per prevenire i disastri che altro non sono che una lunga catena di sofferenze e distruzione) e di rilancio di un’economia differente e molto più vitale di quella che abbiamo conosciuto fino ad ora. L’Italia potrebbe davvero basare la sua economia su un sistema che protegge persone e ambiente e dimostrare che questa è una strada efficace e prospera.

 

 

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Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/02/territori-contro-disastri-serve-progetto-comune/